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la prima conferma
A tutt�oggi, nonostante non sia ancora stata
trovata una conferma diretta dell�esistenza delle onde gravitazionali, i
ricercatori si appoggiano ad una solida prova indiretta dei loro effetti.
Tale prova � stata fornita dall�osservazione di un sistema di tipo pulsar
binario, formato da una pulsar radioemittente e da una stella di neutroni. Quest�oggetto
� denominato PSR 1913+16; la sigla indica che il pulsar binario occupa nelle
carte astronomiche del cielo la posizione individuata da ascensione retta 19 ore
e 13 minuti e da declinazione +16 gradi, che lo localizza nella costellazione
dell�Aquila.
I pulsar sono stelle piccolissime, in rapida
rotazione ed estremamente dense, composte principalmente da neutroni; riguardo
la loro origine si pensa che siano i resti di esplosioni di supernova. Queste
stelle di neutroni in rotazione emettono un fascio radio altamente direzionale
che spazza il cielo una sola volta per ogni rotazione della stella. Un
osservatore riceve un impulso di radioonde ogni volta che il fascio radio della
stella � diretto verso la Terra.
Sia il pulsar che la sua silenziosa compagna
sono pi� massivi del sole e viaggiano a velocit� vicine ai 400 km/s in orbite
ravvicinate, ad una distanza minima circa uguale al raggio del Sole. Tali
circostanze rendono il sistema del pulsar binario un laboratorio ideale per
studi su campi gravitazionali intensi.
Anche se esistono altri sistemi binari
stellari in orbite ravvicinate, � la presenza di un pulsar in questo
particolare sistema che rende possibile una potente verifica dei fenomeni
gravitazionali. Un pulsar � particolarmente adatto perch� la frequenza di
ripetizione degli impulsi � cos� esattamente stabile da farlo assomigliare ad
un �orologio� di alta precisione. Misurando accuratamente i tempi di arrivo
degli impulsi sulla Terra, si pu� impiegare la scansione temporale del pulsar
per sondare finissimi effetti gravitazionali con una precisione che non �
possibile in nessun altro sistema conosciuto.
Le misurazioni degli impulsi provenienti da
PSR 1913+16, eseguite dal 1974, mostrano che il sistema sta perdendo energia
orbitale ad un tasso prossimo a quello che ci si aspetta dalla radiazione
gravitazionale. Le osservazioni hanno fornito perci� la prima prova
determinante dell�esistenza delle onde gravitazionali, oltre ad un�ulteriore
conferma della validit� della relativit� generale.
Gli scienziati, nel corso dell�osservazione
del pulsar binario, sono giunti a descrivere la probabile storia del sistema. Il
sistema nacque come una coppia di stelle ordinarie. Una delle due, molto pi�
massiva dell�altra, termin� la sua riserva di combustibile nucleare molto
prima dell�altra e collass� diventando un oggetto di diametro di una decina
di chilometri ed i suoi strati esterni culminarono in una esplosione di
supernova. Come resto dell�esplosione rimase una stella di neutroni in
rotazione. La stella compagna continu� la sua evoluzione, espandendosi, fino a
che parte della sua materia venne attratta sulla superficie della stella di
neutroni e riscaldata per attrito; gli strati esterni della stella, per l�aumento
della temperatura, venivano espulsi nello spazio lasciandosi indietro una stella
con nucleo di elio in rotazione rispetto alla pulsar in orbite molto
ravvicinate. Alla fine la stella esplose come una seconda supernova lasciando
come resto una seconda stella di neutroni.
Oggi, alla nostra osservazione si presenta la
prima stella come un pulsar, mentre la seconda pu� o meno emettere radioonde:
se lo fa, esse non sono rivolte verso il sistema solare. L�attuale orbita
altamente eccentrica costituisce una prova del fatto che la seconda esplosione
ha quasi distrutto il sistema. Pare che la maggior parte dei sistemi normali di
stelle multiple vengano spazzati via quando un membro esplode come supernova, il
che spiega la scarsit� di pulsar rilevata nei sistemi binari.
La fonte di energia per la radiazione
gravitazionale emessa dal pulsar � l�energia del moto orbitale. Perci�, se
le onde gravitazionali esistono e trasportano energia lontano dal sistema, l�energia
orbitale dovrebbe gradualmente diminuire, facendo spiraleggiare il pulsar e la
sua compagna sempre pi� vicini l�uno all�altra e facendo diminuire il
periodo orbitale. Dalle equazioni della relativit� generale si pu� ricavare l�intensit�
della radiazione gravitazionale prevista; di conseguenza � possibile sapere l�esatto
tasso di contrazione dell�orbita e la diminuzione del periodo orbitale.
| Dopo sei anni di misurazioni (dal 1974 al
1980) un gruppo di ricercatori, guidato da Joseph Taylor, Joel Weisberg e
Lee Fowler, ha scoperto che il pulsar binario sta realmente �anticipando�
sulla sua orbita e che la sua accelerazione si sta comportando esattamente
come previsto dalla relativit� generale: nella figura 3 sono
confrontate la curva della prevista deviazione teorica (in nero) e la
deviazione rilevata sperimentalmente (punti in grigio), nell�arco di
tempo che va dal 1974 al 1982. |
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Inoltre, la velocit� di diminuzione del
periodo orbitale non � in accordo con le previsioni di numerose altre moderne
teorie gravitazionali che sono state proposte in alternativa alla teoria di
Einstein. Anche se le onde per se stesse rimangono elusive e non ancora
rilevate, la loro �firma� � scritta a chiare lettere nel comportamento
orbitale di PSR 1913+16; l�esperimento condotto sul pulsar binario dovrebbe
incoraggiare i ricercatori che stanno mettendo a punto esperimenti sulle onde
gravitazionali: pare accertato che ci� di cui essi sono alla ricerca esista
veramente.
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