LA NOTTE DI SAN GIOVANNI
(15.6.01)
Notte mistica, ancestrale, arcana
che sei sorta all'improvviso
dalla schiena della cattedrale in dormiveglia...
...hai reso reale
l'illusione onirica
che perseguitava da troppo tempo
(ormai)
gli antri + reconditi
della mia mente ossessionata.
Hai sbattuto
dinanzi ai miei occhi stupefatti
drogati
il delirio invasato
di demoni liberati
e streghe incendiate
che da tempo inseguivo
invano
con lo sguardo impotente della mente
cieca.
Hai sputato fuoco
scintille
fiamme
e spiriti violenti
impauriti
consci della fine imminente.
Arriva l'estate.
Si spalanca il baratro.
Spariranno le discordie
gli istinti peccaminosi
le velleità traditrici.
sta x esplodere
il tripudio sensuale della natura in piena
la nascita impazzita di un mondo nuovo
la palingenesi delle anime perse.
ho visto l'origine della fine,
ho visto pullulare
spettri dispersi.
Ho visto San Paolo
illuminato dalla luce divina
vagare etereo
sul lastricato della sua redenzione
dell'ultimo minuto.
Ho visto Salomè
ballare sino all'ultimo suo velo
fiera
di poter stringere fra le sue mani
la luce riflessa della sua vittima innocente.
Ho visto
diavoli inebriati
fantasmi impazziti
folletti allucinati.
Ho visto Ponzio Pilato
tergere le sue mani
nel liquido ingannatore
di una quiete futilmente temporanea.
Ho visto (in un angolo remoto)
la memoria solare
di un angelo piangente,
ho sentito il suono delle sue lacrime
cadere una ad una
nel lago incantato delle sirene ebbre.
E alla fine
ho visto lo spirito trionfatore
della creatura invocata
festeggiata
benedetta
che rincorreva i suoi princìpi
i suoi ideali
la sua testa.
E io ero lì, seduta
a guardare impotente
lo spettacolo effettivo del misticismo
crudele
cercando nella transizione
una irreperibile
me stessa rigenerata.