De Gregori - Prendere e lasciare (1996) Compagni di viaggio Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità e avevano toccato il fondo della loro provvisorietà lei disse "Sta arrivando il giorno chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà" e lui sentì crollare il mondo sentì che il tempo gli remava contro schiacciò la testa sul cuscino per non sentire il rumore di fondo della città Una tempesta d'estate lascia sabbia e calore e pezzi di conversazione nell'aria e ancora voglia d'amore lei chiese la parola d'ordine il codice d'ingresso al suo dolore lui disse "Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso aiutami piuttosto a far presto, il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore" Sentì suonare il telefono nella stanza gelata e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata si domandò con chi fosse e pensò "è acqua passata" e smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse, si alzò per aprire le imposte ma fuori la notte sembrava appena iniziata Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai potranno scegliere imbarchi diversi saranno sempre due marinai lei disse misteriosamente "sarà sempre tardi per me quando ritornerai" e lui buttò un soldino nel mare lei lo guardò galleggiare si dissero "Ciao!" per le scale e la luce dell'alba da fuori sembrò evaporare Tutti hanno un cuore Vivono di vera luce come stelle Come angeli in preghiera Sono giovani sentinelle Di questa lunga sera Hanno lo sguardo feroce e innocente L'aria dura dei criminali Vivono in questo estremo occidente Sogni marginali Oppure chiusi dentro un'automobile Fanno buchi nella notte Fino a vederla passare e scoppiare Nelle braccia rotte Alcuni hanno una musica nella testa Ma non gli piacciono le parole Tutta la vita una musica in testa In cerca d'autore E tutti hanno, tutti hanno Tutti hanno un cuore… Il coprifuoco comincia ogni sera più presto E le misure sono eccezionali Riconosciamo gli amici in un verbale d'arresto O dalle impronte digitali Ma non lo scrivono nei libri di testo E non lo mettono sui giornali Questo presente ogni giorno lo stesso Queste notizie tutte uguali E poi li vedi prima ancora dell'alba Gente che viene da fuori Scavano tra la terra e i rifiuti Per chissà quali tesori Nella spazzatura del mondo Uomini senza nome Cercano un pezzo di specchio da vendere O un riflesso del sole E tutti hanno… tutti hanno… Tutti hanno un cuore Jazz Qualcuno avrebbe voluto occuparsi di jazz Qualcuno l'avrebbe saputo perfino suonare quel jazz Certamente non proprio benissimo Ma quel tanto che basta e che fa Che si dica "Ha vissuto la vita sotto i colpi del jazz" Che si dica "Quell'uomo ha vissuto sotto i colpi del jazz" Qualcuno avrebbe dovuto tuffarsi nel jazz Lontano dagli occhi del mondo, volendo in un'altra città Altri portici ed altri portoni Dove anche il buio è diverso da qua E perfino l'amore è più bello a livello di jazz E la pioggia più tiepida sotto l'ombrello del jazz Fa' che duri il tempo, fa' che giri lento, Fa' che scorra il pianto Fa' che mi conosca e che mi riconosca quando mi vedrà Cantando con gli occhi come solo lei sa Cantando e ballando al ritmo del jazz Qualcuno avrebbe potuto sfumare nel jazz Qualcuno l'avrebbe saputo perfino imparare quel jazz Decifrare la nota segreta di ogni singola tonalità E buttarsi la vita alle spalle a tempo di jazz E buttarsi in un giro di valzer a tempo di jazz Fa' che duri il tempo, fa' che giri lento, Fa' che scorra il pianto Fa' che mi conosca e che mi riconosca quando mi vedrà Cantando con gli occhi come solo lei sa Cantando e ballando al ritmo del jazz Stelutis Alpinis Se un mattino tu verrai Fino in cima alle montagne Troverai una stella alpina Che è fiorita sul mio sangue Per segnarla c'è una croce Chi l'ha messa non lo so Ma è lassù che dormo in pace E per sempre dormirò Ma è lassù che dormo in pace E per sempre dormirò Tu raccogli quella stella Che sa tutto del tuo amore Sarai l'unica a vederla E a nasconderla sul cuore Quando a sera sarai sola Non piangere perché Nel ricordo vedrai ancora Tu e la stella insieme a me Nel ricordo vedrai ancora Tu e la stella insieme a me Tu e la stella insieme a me Prendi questa mano, zingara Prendi questa mano, zingara dimmi pure che destino avrò ora che il vento porta in giro le foglie e la pioggia fa fumare i falò E c'è uno che dice "Guarda !" uno che dice "Dove?" uno che dice "Chissà" e c'è acqua che è ferma, acqua che si muove acqua che se ne va Prendi questa mano, zingara leggila fin che vuoi leggila fino all'ultimo leggila come puoi Prendi questa mano, zingara dimmi ancora quanta vita ci va di quanti anni sarà fatto il tempo e il tempo cosa sembrerà Saranno macchine o fili d'erba? saranno numeri da ricordare saranno barche da ridipingere saranno alberi da piantare Prendi questa mano, zingara raccontami il buio com'è la notte è lunga da attraversare fammi spazio vicino a te I tuoi occhi risplendono nel buio la tua bocca e le tue dita parlano il tuo anello rovesciato si illumina alla luce dell'insegna dell'albergo di fronte i tuoi denti e la tua schiena brillano mentre i tuoi sensi scintillano nell'oscurità Prendi questa mano, zingara fammi posto vicino a te la notte è lunga da attraversare fammi posto vicino a te I tuoi occhi sorridono nell'ombra le tue carte si aprono le nostre mani si mischiano E il presente e l'infinito nel buio si confondono mentre i tuoi sensi rispondono nell'immensità Battere e levare Lo vedi tu com'è Bisogna fare e disfare Continuamente e malamente e con amore Battere e levare Stasera guardo questa strada e non lo so Dove mi tocca andare Lo vedi, siamo come cani senza collare Lo vedi tu com'è E' prendere e lasciare Inutilmente e crudelmente e per amore Battere e levare Ma non lo vedi come passa il tempo? Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani senza padroni So che tu lo sai perfettamente Come ti devi comportare Abbiamo avuto tempo sufficiente Per imparare E poi lo sai che non vuol dire niente Dimenticare E tu lo sai che io lo so E quello che non so Lo so cantare Lo vedi tu com'è, Come si deve fare Precisamente e solamente Battere e levare Vedo cadere questa stella e non so più Cosa desiderare Lo vedi siamo come cani di fronte al mare Rosa rosae Rosa che rosa non sei Rosa che spine non hai Rosa che spine non temi Che piangi e che tremi Che vivi e che sai Rosa che non mi appartieni Che sfiori e che vieni Che vieni e che vai Rosa che rose non vuoi Rosa che sonno non hai Rosa di tutta la notte Che tutta la notte Non basterà mai Rosa che non mi convieni Che prendi e che tieni Che prendi e che dai Rosa che dormi al mattino E venirti vicino non oso Rosa che insegni il cammino Alla sposa e allo sposo ...rosa d'amore padrona Punisci e perdona Non chiuderti mai Rosa d'amore signora Digiuna e divora Non perdermi mai Un guanto Un guanto precipitò Da una mano desiderata A toccare il pavimento del mondo In una pista affollata, Un gentiluomo, un infedele Lo seguì con lo sguardo E stava quasi per raggiungerlo Ma già troppo in ritardo E stava quasi per raggiungerlo Ma troppo in ritardo Era scomparsa nella mano E tutta la compagnia E chissà se era mai esistita Era scomparsa quella mano E restava la nostalgia E il guanto e la sua padrona Scivolavano via Il guanto e la sua padrona Pattinavano via Sotto un albero senza fiori Si struggeva l'amore amato Il guanto era a pochi passi Irraggiungibile e consumato In quella grande tempesta d'erba Non era estate né primavera E non sembrava nemmeno autunno Però l'inverno non esisteva E non sembrava nemmeno autunno Perché l'inverno non esisteva Quando un uomo da una piccola barca Con un mezzo marinaio Vide qualcosa biancheggiare Un uomo da una piccola barca Sporgendosi sul mare Era il guanto che rischiava di annegare Era il guanto che rischiava di affondare Fu un trionfo di conchiglie Un omaggio di fiori Per il guanto restituito Alla banalità dei cuori A un spiaggia senza sabbia A una passione intravista A una gabbia senza chiave A una stanza senza vista A una gabbia senza chiave A una vita senza vista E intanto milione di rose Rifluivano sul bagnasciuga E chissà se si può capire Che milioni di rose Non profumano mica Se non sono i tuoi fiori a fiorire Se i tuoi occhi non mi fanno più dormire Era la notte di quel brutto giorno I guanti erano sconfinati Come l'incubo di un assassino O i desideri dei condannati Dietro al Guanto Maggiore La luna era crescente E piccoli guanti Risalivano la corrente E piccoli guanti Risalivano la corrente Fino al Capo dei Sogni E alla Riva del Letto Dell'innocente che dormiva Un mostro sconosciuto Osservava non osservato Sopra un tavolo il guanto incriminato Sopra al tavolo un guanto immacolato Ed il guanto fu rapito In una notte d'inchiostro Dal quel mistero chiamato amore Da quell'amore che sembrava un mostro Inutilmente due nudi mani Si protesero a trattenerlo Il guanto era già nascosto Dove nessuno può più vederlo Il guanto era già lontano Quanto nessuno può più saperlo Oltre la pista di pattinaggio E le passioni al dì di festa E le onde di tutti i mari E il trionfo della tempesta E le rose nella schiuma Il guanto era volato Più alto della luna Il guanto era volato Più leggero di una piuma Oltre il luogo e l'azione Ed il tempo consentito E l'amore e le sue pene Il guanto si era già posato In quel quadro infinito Dove Psiche e Cupido governano insieme Dove Psiche e Cupido sorridono insieme L'agnello di Dio Ecco l'agnello di Dio Chi toglie i peccati del mondo Disse la ragazza slava venuta allo sprofondo Disse la ragazza africana sul Raccordo Anulare Ecco l'agnello di Dio che viene a pascolare E scende dall'automobile per contrattare Ecco l'agnello di Dio All'uscita della scuola Ha gli occhi come due monete Il sorriso come una tagliola Ti dice che cosa ti costa Ti dice che cosa ti piace Prima ancora della tua risposta ti da un segno di pace E intanto due poliziotti fanno finta di non vedere Oh, aiutami a fare come si può Prenditi tutto quello che ho Insegnami le cose che ancora non so, non so Dimmi quante maschere avrai E quante maschere avrò Ecco l'agnello di Dio Vestito da soldato Con le gambe fracassate Col naso insanguinato Si nasconde dentro la terra Tra le mani ha la testa di un uomo Ecco l'agnello di Dio Venuto a chiedere perdono Si ferma ad annusare il tempo E nel vento sente odore di piombo Percosso e benedetto Ai piedi di una montagna Chiuso dentro una prigione Braccato per la campagna Nascosto dentro un treno Legato sopra un altare Ecco l'agnello di Dio che nessuno lo può salvare Perduto nel deserto Che nessuno lo può trovare Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare Ecco l'agnello di Dio Senza un posto dove andare Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare Oh, aiutami a stare dove si può E prenditi tutto quello che ho Insegnami le cose che ancora non so, non so E dimmi quante maschere avrai Regalami i trucchi che fai Insegnami ad andare dovunque sarai, sarò E dimmi quante maschere avrò Se mi riconoscerai dovunque sarò, sarai Baci da Pompei Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna Che tramontò, non fu la stella che schiarì la notte La notte che arrivò e che s'illuminò E non fu lei che disse "No" E non fu lui che disse E non fu lei che disse "No" E non fu lui che disse "No" Non fu la nuvola che passò, non fu la nuvola Che si fermò e congelò il vapore dell'estate E le parole consumate Senza fretta E non fu lei che disse "Aspetta" E non fu lui che disse E non fu lei che disse "Aspetta" E non fu lui che disse "Aspetta" Che passi il segno della piena Su questo cuore e su questa schiena E si addormentino gli amanti All'ombra del vulcano Posso bruciare sempre la tua mano Nella mia mano E consumarsi il mio destino Col tuo destino E questa pioggia ritorni vino E questa cenere diventi vino Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna Che si inabissò, non fu la stella che sparì, non fu la notte Quando si squagliò E non fu l'aurora E non fu lei che disse "Ancora" E non fu lui che disse E non fu lei che disse "Ancora" E non fu lui che disse E non fu lei che disse "Ancora" E non fu lui che disse "Ora" Che passi il segno della piena Su questo cuore e su questa schiena E si addormentino gli amanti All'ombra del vulcano Posso bruciare sempre la tua mano Nella mia mano E consumarsi il mio destino Col tuo destino E questa pioggia ritorni vino E questa cenere diventi vino Fine di un killer Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso Nelle vene avrò una pista di vino rosso, di vino rosso Nelle vene avrò un ruscello di vino rosso Per vederci un po' più meglio in fondo al fosso, In fondo al fosso Ci saranno Camomilla e Rosmarino in fondo al fosso E Cicuta e Biancospino ed un fringuello e un pettirosso A guardare il mio destino in fondo al fosso Sette denti d'assassino e qualche osso Da lasciare dove stanno, stanno bene in fondo al fosso Ci vediamo domattina sotto al ponte, sotto al ponte Quando il fiume ha cancellato Tutte quante le mie impronte Sulla testa avrò un cappello di tre punte, di tre punte Sulla testa avrò un cappello di tre punte Ed un occhio luminoso proprio al centro della fronte Amore riconoscimi dal fondo della via Amore mio perdonami se me ne vado via Amore mio salutami dal fondo della via Amore mio riguardami da questa brutta compagnia Quando il fuoco avrà squagliato, Avrà squagliato le mie scarpe E la pioggia avrà lavato, avrà lavato le mie colpe Non potrà più mozzicarmi né la cagna né la volpe Non potrà più farmi male né la vita né la morte Né la morte col sorriso né la vita colla falce Né la morte col sorriso né la vita colla falce Amore riconoscimi dal fondo della via Amore mio perdonami che me ne vado via Amore mio salutami dal fondo della via Amore mio riguardati da questa brutta compagnia Amore riconoscimi dal fondo della via Amore mio perdonami che me ne vado via Amore mio salutami dal fondo della via Amore mio riguardati da questa brutta compagnia