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Francesco De Gregori - Prendere e lasciare (1996)


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Francesco De Gregori  -  Prendere e lasciare  (1996)    
    

    
Compagni di viaggio

Avevano parlato a lungo
di passione e spiritualità
e avevano toccato il fondo
della loro provvisorietà
lei disse "Sta arrivando il giorno
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà"
e lui sentì crollare il mondo
sentì che il tempo gli remava contro
schiacciò la testa sul cuscino
per non sentire il rumore di fondo della città

Una tempesta d'estate
lascia sabbia e calore
e pezzi di conversazione nell'aria
e ancora voglia d'amore
lei chiese la parola d'ordine
il codice d'ingresso al suo dolore
lui disse "Non adesso,
ne abbiamo già discusso troppo spesso
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore"

Sentì suonare il telefono
nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì
di averla solo sognata
si domandò con chi fosse e pensò
"è acqua passata"
e smise di cercare risposte,
sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte
ma fuori la notte sembrava appena iniziata

Due buoni compagni di viaggio
non dovrebbero lasciarsi mai
potranno scegliere imbarchi diversi
saranno sempre due marinai
lei disse misteriosamente
"sarà sempre tardi per me quando ritornerai"
e lui buttò un soldino nel mare
lei lo guardò galleggiare
si dissero "Ciao!" per le scale
e la luce dell'alba da fuori sembrò evaporare



    
    
    
Tutti hanno un cuore

Vivono di vera luce come stelle
Come angeli in preghiera
Sono giovani sentinelle
Di questa lunga sera
Hanno lo sguardo feroce e innocente
L'aria dura dei criminali
Vivono in questo estremo occidente
Sogni marginali
Oppure chiusi dentro un'automobile
Fanno buchi nella notte
Fino a vederla passare e scoppiare
Nelle braccia rotte
Alcuni hanno una musica nella testa
Ma non gli piacciono le parole
Tutta la vita una musica in testa
In cerca d'autore
E tutti hanno, tutti hanno
Tutti hanno un cuore…
Il coprifuoco comincia ogni sera più presto
E le misure sono eccezionali
Riconosciamo gli amici in un verbale d'arresto
O dalle impronte digitali
Ma non lo scrivono nei libri di testo
E non lo mettono sui giornali
Questo presente ogni giorno lo stesso
Queste notizie tutte uguali
E poi li vedi prima ancora dell'alba
Gente che viene da fuori
Scavano tra la terra e i rifiuti
Per chissà quali tesori
Nella spazzatura del mondo
Uomini senza nome
Cercano un pezzo di specchio da vendere
O un riflesso del sole
E tutti hanno… tutti hanno…
Tutti hanno un cuore

  


Jazz

Qualcuno avrebbe voluto occuparsi di jazz
Qualcuno l'avrebbe saputo perfino suonare quel jazz
Certamente non proprio benissimo
Ma quel tanto che basta e che fa
Che si dica "Ha vissuto la vita sotto i colpi del jazz"
Che si dica "Quell'uomo ha vissuto sotto i colpi del jazz"

Qualcuno avrebbe dovuto tuffarsi nel jazz
Lontano dagli occhi del mondo, volendo in un'altra città
Altri portici ed altri portoni
Dove anche il buio è diverso da qua
E perfino l'amore è più bello a livello di jazz
E la pioggia più tiepida sotto l'ombrello del jazz

Fa' che duri il tempo, fa' che giri lento, 
Fa' che scorra il pianto
Fa' che mi conosca e che mi riconosca quando mi vedrà
Cantando con gli occhi come solo lei sa
Cantando e ballando al ritmo del jazz

Qualcuno avrebbe potuto sfumare nel jazz
Qualcuno l'avrebbe saputo perfino imparare quel jazz
Decifrare la nota segreta di ogni singola tonalità
E buttarsi la vita alle spalle a tempo di jazz
E buttarsi in un giro di valzer a tempo di jazz

Fa' che duri il tempo, fa' che giri lento, 
Fa' che scorra il pianto
Fa' che mi conosca e che mi riconosca quando mi vedrà
Cantando con gli occhi come solo lei sa
Cantando e ballando al ritmo del jazz



Stelutis Alpinis

Se un mattino tu verrai
Fino in cima alle montagne
Troverai una stella alpina
Che è fiorita sul mio sangue

Per segnarla c'è una croce
Chi l'ha messa non lo so
Ma è lassù che dormo in pace
E per sempre dormirò
Ma è lassù che dormo in pace
E per sempre dormirò

Tu raccogli quella stella
Che sa tutto del tuo amore
Sarai l'unica a vederla
E a nasconderla sul cuore

Quando a sera sarai sola
Non piangere perché
Nel ricordo vedrai ancora
Tu e la stella insieme a me

Nel ricordo vedrai ancora
Tu e la stella insieme a me

Tu e la stella insieme a me





Prendi questa mano, zingara

Prendi questa mano, zingara
dimmi pure che destino avrò
ora che il vento porta in giro le foglie
e la pioggia fa fumare i falò
E c'è uno che dice "Guarda !"
uno che dice "Dove?" uno che dice "Chissà"
e c'è acqua che è ferma, acqua che si muove
acqua che se ne va
Prendi questa mano, zingara
leggila fin che vuoi
leggila fino all'ultimo
leggila come puoi

Prendi questa mano, zingara
dimmi ancora quanta vita ci va
di quanti anni sarà fatto il tempo
e il tempo cosa sembrerà
Saranno macchine o fili d'erba?
saranno numeri da ricordare
saranno barche da ridipingere
saranno alberi da piantare
Prendi questa mano, zingara
raccontami il buio com'è
la notte è lunga da attraversare
fammi spazio vicino a te

I tuoi occhi risplendono nel buio
la tua bocca e le tue dita parlano
il tuo anello rovesciato si illumina
alla luce dell'insegna dell'albergo di fronte
i tuoi denti e la tua schiena brillano
mentre i tuoi sensi scintillano
nell'oscurità

Prendi questa mano, zingara 
fammi posto vicino a te
la notte è lunga da attraversare
fammi posto vicino a te

I tuoi occhi sorridono nell'ombra
le tue carte si aprono
le nostre mani si mischiano
E il presente e l'infinito
nel buio si confondono
mentre i tuoi sensi rispondono
nell'immensità




    
Battere e levare

Lo vedi tu com'è
Bisogna fare e disfare
Continuamente e malamente e con amore
Battere e levare
Stasera guardo questa strada e non lo so
Dove mi tocca andare
Lo vedi, siamo come cani senza collare

Lo vedi tu com'è
E' prendere e lasciare
Inutilmente e crudelmente e per amore
Battere e levare
Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare?
E noi che siamo come cani senza padroni

So che tu lo sai perfettamente
Come ti devi comportare
Abbiamo avuto tempo sufficiente
Per imparare
E poi lo sai che non vuol dire niente
Dimenticare
E tu lo sai che io lo so
E quello che non so
Lo so cantare

Lo vedi tu com'è,
Come si deve fare
Precisamente e solamente
Battere e levare
Vedo cadere questa stella e non so più
Cosa desiderare
Lo vedi siamo come cani di fronte al mare

 
 


Rosa rosae

Rosa che rosa non sei
Rosa che spine non hai
Rosa che spine non temi
Che piangi e che tremi
Che vivi e che sai
Rosa che non mi appartieni
Che sfiori e che vieni
Che vieni e che vai

Rosa che rose non vuoi
Rosa che sonno non hai
Rosa di tutta la notte
Che tutta la notte
Non basterà mai
Rosa che non mi convieni
Che prendi e che tieni
Che prendi e che dai

Rosa che dormi al mattino
E venirti vicino non oso
Rosa che insegni il cammino
Alla sposa e allo sposo

...rosa d'amore padrona
Punisci e perdona
Non chiuderti mai
Rosa d'amore signora
Digiuna e divora
Non perdermi mai




    
Un guanto

Un guanto precipitò
Da una mano desiderata
A toccare il pavimento del mondo
In una pista affollata,
Un gentiluomo, un infedele
Lo seguì con lo sguardo
E stava quasi per raggiungerlo
Ma già troppo in ritardo
E stava quasi per raggiungerlo
Ma troppo in ritardo
Era scomparsa nella mano
E tutta la compagnia
E chissà se era mai esistita
Era scomparsa quella mano
E restava la nostalgia
E il guanto e la sua padrona
Scivolavano via
Il guanto e la sua padrona
Pattinavano via

Sotto un albero senza fiori
Si struggeva l'amore amato
Il guanto era a pochi passi
Irraggiungibile e consumato
In quella grande tempesta d'erba
Non era estate né primavera
E non sembrava nemmeno autunno
Però l'inverno non esisteva
E non sembrava nemmeno autunno
Perché l'inverno non esisteva
Quando un uomo da una piccola barca
Con un mezzo marinaio
Vide qualcosa biancheggiare
Un uomo da una piccola barca
Sporgendosi sul mare
Era il guanto che rischiava di annegare
Era il guanto che rischiava di affondare

Fu un trionfo di conchiglie
Un omaggio di fiori
Per il guanto restituito
Alla banalità dei cuori
A un spiaggia senza sabbia
A una passione intravista
A una gabbia senza chiave
A una stanza senza vista
A una gabbia senza chiave
A una vita senza vista
E intanto milione di rose
Rifluivano sul bagnasciuga
E chissà se si può capire
Che milioni di rose
Non profumano mica
Se non sono i tuoi fiori a fiorire
Se i tuoi occhi non mi fanno più dormire

Era la notte di quel brutto giorno
I guanti erano sconfinati
Come l'incubo di un assassino
O i desideri dei condannati
Dietro al Guanto Maggiore
La luna era crescente
E piccoli guanti
Risalivano la corrente
E piccoli guanti
Risalivano la corrente
Fino al Capo dei Sogni
E alla Riva del Letto
Dell'innocente che dormiva
Un mostro sconosciuto
Osservava non osservato
Sopra un tavolo il guanto incriminato
Sopra al tavolo un guanto immacolato

Ed il guanto fu rapito
In una notte d'inchiostro
Dal quel mistero chiamato amore
Da quell'amore che sembrava un mostro
Inutilmente due nudi mani
Si protesero a trattenerlo
Il guanto era già nascosto
Dove nessuno può più vederlo
Il guanto era già lontano
Quanto nessuno può più saperlo
Oltre la pista di pattinaggio
E le passioni al dì di festa
E le onde di tutti i mari
E il trionfo della tempesta
E le rose nella schiuma
Il guanto era volato
Più alto della luna
Il guanto era volato
Più leggero di una piuma
Oltre il luogo e l'azione
Ed il tempo consentito
E l'amore e le sue pene
Il guanto si era già posato
In quel quadro infinito
Dove Psiche e Cupido governano insieme
Dove Psiche e Cupido sorridono insieme

 
 


L'agnello di Dio

Ecco l'agnello di Dio
Chi toglie i peccati del mondo
Disse la ragazza slava venuta allo sprofondo
Disse la ragazza africana sul Raccordo Anulare
Ecco l'agnello di Dio che viene a pascolare
E scende dall'automobile per contrattare
Ecco l'agnello di Dio
All'uscita della scuola
Ha gli occhi come due monete
Il sorriso come una tagliola
Ti dice che cosa ti costa
Ti dice che cosa ti piace
Prima ancora della tua risposta ti da un segno di pace
E intanto due poliziotti fanno finta di non vedere
Oh, aiutami a fare come si può
Prenditi tutto quello che ho
Insegnami le cose che ancora non so, non so
Dimmi quante maschere avrai
E quante maschere avrò
Ecco l'agnello di Dio
Vestito da soldato
Con le gambe fracassate
Col naso insanguinato
Si nasconde dentro la terra
Tra le mani ha la testa di un uomo
Ecco l'agnello di Dio
Venuto a chiedere perdono
Si ferma ad annusare il tempo
E nel vento sente odore di piombo
Percosso e benedetto
Ai piedi di una montagna
Chiuso dentro una prigione
Braccato per la campagna
Nascosto dentro un treno
Legato sopra un altare
Ecco l'agnello di Dio che nessuno lo può salvare
Perduto nel deserto
Che nessuno lo può trovare
Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare
Ecco l'agnello di Dio
Senza un posto dove andare
Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare
Oh, aiutami a stare dove si può
E prenditi tutto quello che ho
Insegnami le cose che ancora non so, non so
E dimmi quante maschere avrai
Regalami i trucchi che fai
Insegnami ad andare dovunque sarai, sarò
E dimmi quante maschere avrò
Se mi riconoscerai dovunque sarò, sarai




Baci da Pompei

Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna
Che tramontò, non fu la stella che schiarì la notte
La notte che arrivò e che s'illuminò
E non fu lei che disse "No"
E non fu lui che disse
E non fu lei che disse "No"
E non fu lui che disse "No"

Non fu la nuvola che passò, non fu la nuvola
Che si fermò e congelò il vapore dell'estate
E le parole consumate
Senza fretta
E non fu lei che disse "Aspetta"
E non fu lui che disse
E non fu lei che disse "Aspetta"
E non fu lui che disse "Aspetta"

Che passi il segno della piena
Su questo cuore e su questa schiena
E si addormentino gli amanti
All'ombra del vulcano
Posso bruciare sempre la tua mano
Nella mia mano
E consumarsi il mio destino
Col tuo destino
E questa pioggia ritorni vino
E questa cenere diventi vino

Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna
Che si inabissò, non fu la stella che sparì, non fu la notte
Quando si squagliò
E non fu l'aurora

E non fu lei che disse "Ancora"
E non fu lui che disse
E non fu lei che disse "Ancora"
E non fu lui che disse
E non fu lei che disse "Ancora"
E non fu lui che disse "Ora"

Che passi il segno della piena
Su questo cuore e su questa schiena
E si addormentino gli amanti
All'ombra del vulcano
Posso bruciare sempre la tua mano
Nella mia mano
E consumarsi il mio destino
Col tuo destino
E questa pioggia ritorni vino
E questa cenere diventi vino




Fine di un killer

Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso
Ci vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso
Nelle vene avrò una pista di vino rosso, di vino rosso
Nelle vene avrò un ruscello di vino rosso
Per vederci un po' più meglio in fondo al fosso, 
In fondo al fosso

Ci saranno Camomilla e Rosmarino in fondo al fosso
E Cicuta e Biancospino ed un fringuello e un pettirosso
A guardare il mio destino in fondo al fosso
Sette denti d'assassino e qualche osso
Da lasciare dove stanno, stanno bene in fondo al fosso

Ci vediamo domattina sotto al ponte, sotto al ponte
Quando il fiume ha cancellato 
Tutte quante le mie impronte
Sulla testa avrò un cappello di tre punte, di tre punte
Sulla testa avrò un cappello di tre punte
Ed un occhio luminoso proprio al centro della fronte

Amore riconoscimi dal fondo della via
Amore mio perdonami se me ne vado via
Amore mio salutami dal fondo della via
Amore mio riguardami da questa brutta compagnia

Quando il fuoco avrà squagliato, 
Avrà squagliato le mie scarpe
E la pioggia avrà lavato, avrà lavato le mie colpe
Non potrà più mozzicarmi né la cagna né la volpe
Non potrà più farmi male né la vita né la morte
Né la morte col sorriso né la vita colla falce
Né la morte col sorriso né la vita colla falce

Amore riconoscimi dal fondo della via
Amore mio perdonami che me ne vado via
Amore mio salutami dal fondo della via
Amore mio riguardati da questa brutta compagnia
Amore riconoscimi dal fondo della via
Amore mio perdonami che me ne vado via
Amore mio salutami dal fondo della via
Amore mio riguardati da questa brutta compagnia



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