NEKROMANCYA



Nekromancya è un prototipo di gioco di carte collezionabili sviluppato nel 1997.

Ogni giocatore crea il suo mazzo scegliendo tra più di 300 carte e sfida gli altri per la supremazia. Scegli i tuoi Risvegliati, Equipaggiamenti e Magie!

Il gioco è ambientato nella landa desolata di Kafter, nell'era della Lunga Notte. Per conoscere l'ambientazione consulta la pagina Kafter del gioco di ruolo Fuori dal Tempo.



Si ergeva sulla sporgenza in tutta la sua sicurezza, l'armatura composta di ossa si muoveva ai leggeri sobbalzi del vento. Un Nekromante lo aveva evocato e lui era giunto per uccidere. Era un’ombra da evocazione da chissà quanto tempo, neanche lo ricordava, aveva perso la sua essenza, era un burattino nelle mani incapaci di qualcuno che si metteva a giocare con forze superiori alle proprie. Almeno, queste evocazioni erano un diversivo, poteva tornare a uccidere. Non ricordava nulla della sua vita passata, solo il suo nome, che chiamato dal nekromante gli era rimasto stampato in fronte. Khetagg. Sinonimo di morte violenta.

Una luce abbagliante venne dall'alto e lo investì. Nelle sue mani si materializzò un’arma. La riconobbe all'istante, l'Ascia della Morte. Chi lo aveva evocato aveva un certo buon gusto per le accoppiate. Continuava a girare lentamente la testa guardando la vallata sottostante, cercando un nemico da rispedire nel regno delle anime. In lontananza un fascio di luce precipitò dall'alto fendendo le nubi cerulee, schiantandosi in terra. Finalmente era giunto.

Con una mossa veloce il Khetagg si precipitò in direzione del nemico, l'ascia pronta a mietere. Arrivato vicino alla vittima, si arrestò stupefatto. Sulla terra solo un funghetto, un Kinopio, l'avversario più indegno che gli sarebbe potuto capitare. Alzò ruggendo un piede, facendo cigolare le ossa dell'armatura, lo schiacciò con un sol colpo. Mentre schiantava quell’esserino ecco un'altro bagliore squarciare il cielo più rapido e improvviso del primo. Alle sue spalle comparve un Vendicatore di Libra.

Il nuovo venuto portava con sé la Spada del Sangue, il Khetagg sapeva che la sua armatura non gli sarebbe stata di aiuto in quel combattimento. Un ennesimo bagliore e l'arma del Vendicatore si dissolse come polvere al vento; la Ruggine. Un ghigno di ringraziamento del Khetagg al proprio Nekromante.

Il Khetagg colse l'attimo di esitazione dell’avversario per colpirlo, ma il fendente andò a vuoto e dall'alto si sentì una maledizione in una lingua non conosciuta. Il Vendicatore passò al contrattacco, colpì gravemente il Khetagg. Tra le nubi si aprì un varco e apparvero delle lingue di fuoco dirette verso il guerriero rivestito di ossa, che si preparò a reggere l'impatto con le Fiamme Roventi. Riuscì a reggere il colpo, a rialzarsi per contrattaccare. La sua Ascia della Morte tagliò di netto il Vendicatore. Dal corpo esanime una luce si proiettò verso l'alto, un pensiero attraversò la mente del Khetagg: “Ingozzati pure Nekromante”.


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